Diari olimpici

Pechino 2008

Casella di testo: Atene 2004
Casella di testo: Sydney 2000

Ø Olimpiadi 2008: il sogno in frantumi

 

Pechino, 16 agostoo 2008

 

L’assalto di semifinale della prova a squadre si è chiuso pochi minuti fa. Il tempo di raccogliere le idee per buttar giù qualche riga e rieccomi alla tastiera. Immagino la delusione che può avvertire chi si è alzato in piena notte in Italia per seguire l’avventura olimpica del Dream Team. Dopo un promettente inizio con una vittoria netta sulla Cina, Vezzali, Granbassi e Trillini hanno perduto la semifinale con la Russia. Oro addio! Alle 18 cinesi le azzurre tireranno per il Bronzo (ne riferisco nelle news). La legge dello sport mi insegna che le sconfitte ci possono anche stare, soprattutto dopo molti successi, ma è il modo in cui è stata smarrita la strada dell’oro che al momento lascia stupiti.

Ammetto che contro le russe le azzurre hanno tirato al di sotto delle loro possibilità e sono state sempre costrette a rimontare. Aggiungo anche che sono ricadute nel difetto di disputare un incontro dal basso numero di stoccate con le conseguenze negative già indicate nei servizi in passato. Ma raccontare un incontro sciaguratamente deciso dalla moviola, con giudici che al settimo assalto hanno fatto scendere dalla pedana anticipatamente la Granbassi e la sua rivale accusandole di scarsa combattività, hanno fatto uso a volontà dei cartellini…. Ecco dispiace. Una semifinale che non ho mai visto in anni di gare e mi auguro di non rivedere in futuro per il bene della scherma. La Vezzali ha riaperto la semifinale nel nono assalto. La rimonta ha affidato l’esito dell’incontro al minuto supplementare. Priorità alla Boiko. Valentina piazza la botta, così ritengo, ma cosa fa l’arbitro? La inverte. L’accanimento dei giudici verso le nostre fiorettiste è un dato di fatto che ha attraversato questa sfida.

 

Aggiungo qualche dato di cronaca. Eccolo il giorno che segna il ritorno alle Olimpiadi della prova a squadre di fioretto femminile con il team italiano campione olimpico in carica e capace di vincere le tre ultime edizioni dei Giochi (Barcellona 1992, Atlanta 1996, Sydney 2000). Prima che la gara inizi mi dico da tifoso che malgrado il sorteggio sfavorevole esistono le premesse per festeggiare la conquista di un posto sul podio. Nel contempo non dimentico che alcune fiorettiste avversarie tirando nella prova a squadre diventano temibili, trovando all’improvviso risorse insospettabili e la “chimica” di squadra fa miracoli. Solo otto teams possono tirare nella prova olimpica. Le qualificazioni hanno rivelato che Polonia, Russia e Ungheria sono le avversarie più pericolose per Granbassi e compagne. Tirano inoltre Germania, Stati Uniti, Tunisia e Cina, temibile perché gareggia sulle pedane di casa.

Si comincia proprio affrontando la Cina e se la competizione avrà gli sviluppi previsti in semifinale le azzurre troveranno sulla strada dell’oro il team della Russia. Mi ripeto che il podio non è solo un miraggio, tuttavia l’Olimpiade ha leggi a volte crudeli. Vada come vada la medaglia da festeggiare a casa è stata già conquistata.

Compete ai tecnici delle singole armi il compito di fare il bilancio vero e proprio della spedizione azzurra a Pechino. Indipendentemente dall’esito della prova a squadre il mio bilancio personale di tifoso di Margherita Granbassi è più che mai in attivo. Bravissima! I suoi tifosi hanno gioito per la conquista della Medaglia di Bronzo individuale che le consente di entrare nella Storia dei Giochi.

Andrea Magro ha scelto Granbassi, Trillini, Vezzali e Salvatori, quale riserva, per la prova. Per Trillini potrebbe essere il quarto podio olimpico a squadre; per Vezzali il terzo e per Margherita Granbassi il primo.

La vittoria nei quarti sulla Cina risulta netta. Ottima la prova di Valentina Vezzali con un saldo attivo di +9nel computo delle stoccate. Intanto la prima sorpresa: in semifinale non va la Polonia battuta dagli Stati Uniti. Ci tocca la Russia in semifinale, l’avversario meno desiderato, almeno da tifoso, che manda in pedana la Boiko rivale da anni temibile e fortezza spesso inespugnabile. L’incontro inizia male con le azzurre sempre sotto: svantaggio massimo -4, minimo -1. Granbassi e compagne faticano ad esprimere le loro potenzialità. Gli assalti si rivelano tattici e dal punteggio bassissimo. I giudici e il loro sciagurato ricorso alla moviola ci mettono una mano. Inizia il settimo assalto e l’arbitro decide di diventare protagonista: Margherita viene invitata a scendere dalla pedana e la sua Olimpiade si conclude con l’accusa di scarsa combattività. La sua rivale subisce la stessa sorte. No, non è possibile – mi dico – e temo per le sorti dell’incontro. Nell’ultimo assalto la Vezzali compie il miracolo. Rimonta e pareggiando dà l’illusione di potersi giocare il quarto oro consecutivo. La Boiko è favorita dalla priorità nel minuto che vale un quadriennio di sacrifici. La Vezzali deve attaccare. Lo fa. Botta assegnata alla Russia.

Il diario olimpico potrebbe finire qui.

 

Un saluto

 

Il webmaster

 

 

 

Ø Granbassi e Vezzali: primi giorni a Pechino – di Alberto Moro

 

Pechino, 3 agosto 2008

 

Primi giorni del soggiorno cinese. In corso il conto alla rovescia dei giorni che ci separano dalla gara olimpica individuale. Non vi tedio con le cifre. Tra gli auspici di tifoso vi è quello di vedere la finale tutta azzurra con Margherita Granbassi protagonista e di festeggiare il suo oro. In ogni caso mi auguro di vederla sul podio. Si ripeterà alle Olimpiadi la finale degli ultimi due Mondiali tra Granbassi e Vezzali? Dipende dal tabellone olimpico.

Valentina Vezzali attraversa senza soluzione di continuità la carriera agonistica di Margherita Granbassi. Quando nel 2001 Margherita cominciò a tirare in Nazionale, la Vezzali era campionessa affermata e già dal 1999 la definivo “leggenda” per i molteplici successi ottenuti.

Nelle prove riservate alle squadre Granbassi e Vezzali hanno condiviso il titolo mondiale ed europeo, Coppa del Mondo nonché molti podi nelle maggiori competizioni internazionali.

Sul piano individuale la situazione è diversa a livello agonistico: ognuna cerca di fare propria la vittoria. Granbassi e Vezzali hanno incrociato le lame in più occasioni, incluso ai Mondiali. In ambito sportivo possono anche essere considerate compagne e, nel contempo, rivali.

Da almeno quindici anni sulla scena mondiale, la Vezzali viene considerata la miglior fiorettista di ogni tempo, capace di vincere e rivincere tutto anche individualmente: dalle Olimpiadi ai Mondiali; dagli Europei alle Coppe del Mondo (con 61 successi nelle prove), agli Assoluti e non solo.

Qualche impressione personale. La prima volta che vidi Valentina fu ai Mondiali di Atene nel 1994. Aveva venti anni, ma raggiunse la finale individuale. Ebbe la sfortuna di dover affrontare Laura Badea da cui fu sconfitta. Ma quel giorno ebbi la sensazione di vedere qualcosa di grande. Nell’intervista che Valentina rilasciò dopo quella, per lei, prima e sfortunata finale. Ricostruiva l’assalto con la determinazione e la lucidità che solo i grandi campioni hanno. I risultati conseguiti in carriera mi hanno confermato le prime impressioni.

Alle 18.21 del 29 ottobre 2001 esplodeva all’Arena di Nîmes un urlo: era di Valentina Vezzali per la seconda volta Campionessa del Mondo al termine di un assalto condotto bene e in cui, come a Seoul 1999, mise in crisi la tedesca Sabine Bau, già campionessa olimpica e mondiale. La finale per l’oro mondiale è sempre difficilissima pure per le componenti psicologiche. Valentina però con la sua scherma, la sua precisione, la sua misura gestì con sicurezza tutti gli assalti del suo Mondiale. Solo l’ungherese Mohamed le creò qualche difficoltà nei quarti: in svantaggio 6-9 la Vezzali vinse 11-10. In semifinale la jesina liquidò la temibile romena Scarlat: 15-3 al termine di un assalto in cui parve ispiratissima, seppe aspettare e colpire l'avversaria nel momento opportuno.

Un capolavoro schermistico! L’Italia conquistò l’oro a squadre. La Granbassi non poté tirare per un grave infortunio. Eppure Valentina e Margherita condivisero il podio. Margherita Granbassi, oro a squadre agli Europei venne coinvolta nella cerimonia di premiazione in quanto portata sul podio dalle sue compagne.

Si affolla alla mente un fatto strettamente legato alle Olimpiadi 2004 e accaduto a Villa Erba di Cernobbio (Como) nell’aprile del 2002 durante il Trofeo Esperia, gara di Coppa del Mondo. Valentina Vezzali ne fu protagonista con Sabine Bau. La FIE aveva cancellato la prova a squadre di fioretto femminile dai Giochi di Atene tramite sorteggio. Immediata e giustificata la protesta delle fiorettiste. Tra i miei appunti schermistici del tempo ho ritrovato tracce dell’evento che ripropongo. Fui presente all’avvenimento e al ritorno da Villa Erba ne riferii sul sito in questi termini.

 

«Villa Erba di Cernobbio (Como), 20 aprile 2002 – Un’altra giornata che lo sport mondiale non deve dimenticare con le fiorettiste che legittimamente protestano in difesa dei loro sacrosanti diritti. Bravissime!!! Una protesta condivisa ed esplicitamente sostenuta con un uragano di applausi dal foltissimo pubblico che gremisce la sala! Incredibile e bellissimo: fiorettiste ed appassionati di scherma uniti per combattere questa battaglia contro una decisione che solo degli incompetenti potevano assumere.

 

LA CRONACA – è in corso il Trofeo Esperia, prova di Coppa del Mondo di fioretto femminile individuale.

Sono le 16.50 e il numeroso pubblico che gremisce la sala è in attesa della finale dagli elevati contenuti tecnici: l'hanno infatti raggiunta Valentina Vezzali e Sabine Bau.

Sabine e Valentina salgono in pedana. Cosa fanno? Tirano? No!!! E fanno bene!!! L’arbitro non può fare altro che chiudere in breve tempo l’assalto. Vince Valentina per sorteggio.

Ma come reagisce il pubblico? Neppure il tempo per me di annotare qualche appunto che un boato assordante invade la sala. Si leva un uragano di applausi. Tutti schizzano dalle loro sedie. Niente e nessuno può fermare quel travolgente battere di mani. Fantastico: atlete e tifosi sono concordi. Una bella, dura e condivisibile lezione di sport e di vita per chi vuole togliere sciaguratamente di mezzo il fioretto a squadre ad Atene!

Finita qui? No! Si leva la voce di Valentina Vezzali: ha in mano un comunicato di cui dà lettura.

"Non ci vogliamo arrendere contro la decisione di escluderci dalle Olimpiadi. Continueremo a lottare con tutte le nostre forze. Dopo lo squallido sorteggio di Antalya, tutte unite abbiamo protestato a Lipsia, la Romania ha deciso di annullare le gare di Bucarest, i presidenti delle maggiori Federazioni europee hanno intrapreso una strategia comune nel tentativo di lasciare le Olimpiadi di Atene con lo stesso programma dei Giochi di Sydney. Nonostante questa decisione che penalizza le nostre scelte di vita e umilia la storia del fioretto e di tutta la scherma, stravolge i nostri programmi olimpici, noi continuiamo e continueremo a tirare dimostrando la nostra serietà, la nostra professionalità ed il nostro amore per uno sport che da altre parti viene calpestato. Oggi ci siamo giocate la vittoria con un sorteggio così come la FIE con un sorteggio ha deciso di toglierci dai Giochi di Atene. Per noi una soluzione del genere non ha alcun senso".

Il boato assordante raddoppia, triplica… Stupendo! Valentina scende dalla pedana ed ho modo di scambiare con lei qualche parola sul comunicato.

Una certezza: la battaglia continua… E anche noi, in quanto appassionati di questo meraviglioso sport, ci sentiamo ingiustamente derubati e sosteniamo l'azione delle atlete per porre rimedio a questo furto che resta nel contempo un'atroce beffa».

 

Purtroppo non fu possibile disputare la prova a squadre ai Giochi di Atene, ma ci accingiamo a seguirla a Pechino. Ad Atene la Vezzali seppe ripetere l’oro di Sydney nella finale con la Trillini. La cronaca dell’avvenimento si trova nella rubrica I NOSTRI SERVIZI 2004.

 

Un saluto

Il Webmaster

 

 

 

 

 

 

 

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