
|
I nostri servizi |
|
www.albertomoro.com |
|
Ø Margherita Granbassi ha incontrato il Dalai Lama
Praga, 30 novembre 2008
L’incontro con il Dalai Lama: un evento che Margherita Granbassi si porterà dentro per tutta la vita poiché ha avuto il merito di trasmetterle emozioni tanto forti da risultare in ogni caso indimenticabili. La fiorettista ha vissuto oggi a Praga una giornata da sogno, ricolma anche di felicità, regalando ancora una volta ai suoi tifosi momenti di grande gioia. Vi mando alcuni dati di cronaca.
LA CRONACA - Impossibile dimenticare l’auspicio formulato da Margherita Granbassi in agosto al ritorno dalle Olimpiadi di Pechino dove aveva vinto due Medaglie di Bronzo nelle prove di fioretto: regalare al Dalai Lama la maschera usata nei tornei olimpici. “Mi auguro che, come ha difeso me dagli attacchi delle mie avversarie in pedana possa, simbolicamente, difendere lui ed il suo popolo". Il sogno diventa splendida realtà la domenica di fine novembre di un anno che Margherita Granbassi e i suoi tifosi non scorderanno più. A Praga la fiorettista - che nella sua carriera agonistica è stata Campionessa Mondiale individuale, ma non solo - ha incontrato il Dalai Lama. Il capo spirituale dei tibetani da anni vive in esilio. Già nell’imminenza dell’evento la Granbassi parlava dei propri stati d’animo, rivelando le sue particolari emozioni all'idea dell’incontro: "Lui è un uomo che da sessant'anni combatte in modo pacifico per la causa del suo popolo. Ho sempre ammirato l'equilibrio con cui ha saputo guidare la propria gente e farne sentire la voce in tutto il mondo dall'esilio". E non mancava di soffermarsi sulla decisione di donare la maschera al Dalai Lama: “Sono conscia che il mio gesto sia una cosa piccola in relazione alla dimensione del problema, ma credo anche che sia dovere di ognuno di fare ciò che è nelle sue possibilità per contribuire al rispetto dei diritti umani”. Gli atleti possono dare un contributo in tale prospettiva. Margherita Granbassi ha incontrato il Dalai Lama presso il Boscolo Hotel Carlo IV. Gli ha donato la maschera indossata alle Olimpiadi di Pechino, ricevendo in cambio una sciarpa bianca. Dopo l'incontro la Granbassi è apparsa visibilmente commossa con le lacrime agli occhi. Ha spiegato: “Penso sia stata la cosa più emozionante che mi sia mai successa”. Un’emozione comprensibile, nata già al momento in cui la fiorettista aveva appreso che il Dalai Lama nel suo programma fitto di impegni abeba trovato spazio per lei. La Granbassi ha fornito particolari propri dell’incontro, sottolineando che era molto emozionata. «In realtà sono timorosa non sapevo cosa dire, come reagire, i gesti che avrei dovuto fare, ma lui mi ha messo completamente a mio agio”. Ha riferito che poter stare a pochi centimetri di distanza dal Dalai Lama è stato veramente qualcosa che le ha fatto provare una sensazione meravigliosa. Ha potuto persino abbracciarlo, mentre lei pensava che avrebbe dovuto stargli a debita distanza. Ha ricordato la calorosa stretta della mano del Dalai Lama, il suo sorriso aperto e lo sguardo diretto negli occhi. “Invece ho scoperto una persona che ha avuto la capacità di mettermi immediatamente a mio agio. Lui mi ha messo intorno al collo la sciarpa bianca e io gli ho raccontato cosa serve la maschera allo schermitore”. Perché ha deciso di regalare al Dalai Lama la maschera invece del fioretto? Lo ha spiegato Margherita: “Il fioretto è un'arma che offende, mentre la maschera protegge, quello che fa lui con il suo popolo". “Simbolicamente può essere utile a lui e al popolo tibetano così come serve a noi fiorettisti per difendersi dagli attacchi», ha affermato. La campionessa ha confessato che il Dalai Lama ha accarezzato la maschera durante tutto il loro incontro. «Ho avuto l'impressione che abbia apprezzato questo mio gesto, auspicando che i gesti piccoli possano dimostrarsi importanti. Me l'ha messa al collo lui (ndr. La sciarpa), la porterò sempre con me, così come l'emozione dentro di me». Il Dalai Lama lo ha promesso alla fiorettista: «Quando saremo un Paese libero, tu sarai nostra ospite». La campionessa intende coinvolgere altri sportivi nel suo progetto "Atleti per Tibet".
Ø Grazie Margherita!
Pechino. 12 agosto 2008
La Vezzali è per la terza volta consecutiva sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi e nel giorno per lei tutto d’oro ha avuto la certezza di riconquistare la Coppa del Mondo 2008 di fioretto femminile individuale: passano gli anni e la fame di successi aumenta! Margherita Granbassi vince la Medaglia di Bronzo ed è di questo aspetto che intendo occuparmi all’alba del giorno che segue quello storico vissuto alla Fencing Hall. Mi rimetto alla tastiera e di certo la mia lucidità è superiore a quella con cui ho scritto il servizio precedente. Ammetto di essere stato travolto da eventi agonistici leggendari. Mi auguro di riuscire a ritrovare le parole adatte che le emozioni di ieri non mi hanno permesso di inviarvi. In Europa sono circa le 14.30 di lunedì 11 agosto se i calcoli del fuso orario non mi tradiscono. Il giorno da noi tutti tanto atteso di queste Olimpiadi – in programma tra poco la prova di sciabola maschile - ha avuto inizio intorno alle 5.40 e si è concluso alle 14.40, quando Margherita Granbassi ha piazzato la botta che vale il podio olimpico e che ha fatto naufragare le speranze di Giovanna Trillini di rivincere anche alla sua quinta Olimpiade la medaglia nella prova individuale. Risultato finale: Granbassi-Trillini 15-12. Penso di aver contato bene le stoccate, perché con l’emozione non si sa mai.
L’Olimpiade dà a Margherita Granbassi la meritatissima medaglia che le aveva negato ad Atene. Uno splendido risultato a riconferma delle sue doti agonistiche e umane. Da tifoso, ma non solo, scrivo con entusiasmo che sulle pedane della Fencing Hall Margherita ha piazzato una botta pure alla sfortuna. Troppe volte la sfortuna ha cercato di troncarle la carriera agonistica. Ma Margherita ha sempre fronteggiato tali tentativi. Nel quadriennio ha dimostrato consapevolezza delle proprie doti, di conseguenza sono arrivati quei risultati che sin dal suo esordio in Nazionale aveva dimostrato di poter raggiungere. “Spero di regalare una grande gioia”, queste le parole che la Granbassi mi aveva detto alla partenza per Pechino. Il suo auspicio ieri si è trasformato in realtà. Il sogno non è andato in frantumi poiché ha saputo domare tutte le rivali, tranne la “leggenda” nella semifinale tutta azzurra. Grazie Margherita per aver permesso a noi tutti di vivere un’altra giornata di scherma mondiale. Le temibili rivali russe sono state sconfitte dimostrando anche una superiorità tattica. L’assalto con la Trillini ha rivelato sin dalla prima frazione che il podio era più che mai nelle lame della fiorettista triestina. Lei, in un incontro condotto bene, non se lo è lasciato sfuggire. Con la conquista del bronzo alle Olimpiadi Margherita Granbassi ha vinto tutte le medaglie che una fiorettista sogna di vincere cominciando la propria carriera. E se a Londra il bronzo divenisse oro? Bravissima Margherita e grazie ancora. Ora il pensiero corre alla gara a squadre di domenica. Un’altra medaglia? In ogni caso un’altra storia a cui partecipare con totale coinvolgimento, soprattutto nei momenti in cui sarà in pedana Margherita Granbassi. Ancora una considerazione in chiusura: la moviola rende troppo frammentari gli assalti e incute negli arbitri la paura di prendere decisioni personali.
Il Webmaster
Ø Olimpiadi 2008: Vezzali d’oro, Granbassi medaglia di bronzo
Pechino. 11 agosto 2008
Mi metto alla tastiera per raccontare, se il groviglio di emozioni che sto vivendo me lo permetterà, la giornata schermistica odierna, quella in cui sono salite in pedana le fiorettiste azzurre per disputare la gara individuale tanto attesa. Entro in argomento scrivendo che l’Olimpiade ha detto che la “leggenda” è sempre più leggenda: infatti Valentina Vezzali si è riconfermata campionessa olimpica. Per lei, alla quarta finale consecutiva ai Giochi, ancora un giorno d’oro dopo Sydney e Atene. Chi la fermerà? Dopo Atene vi è riuscita solo la Granbassi al Mondiali di Torino. Mo, al momento, almeno, non si vede la rivale in grado di sconfiggerla nei grandi appuntamenti. Oggi la Vezzali ha fatto sua la finale negli ultimi secondi padroneggiando con assoluta lucidità una situazione difficile. Ma “il morso del cobra” ha colpito la coreana Nam quando tutti, tranne la Vezzali stessa, pensavano che l’assalto si risolvesse nel minuto supplementare. L’Olimpiade ha detto anche che Margherita Granbassi con il suo splendido Bronzo è entrata nell’Olimpo delle fiorettiste. Il tabellone olimpico non l’ha certo favorita, costringendola ad affrontare a cominciare dagli ottavi assalti durissimi che di per sé valevano la finale olimpica. Soprattutto negli incontri per la medaglia si è ritrovata di fronte le sue compagne di squadra. Si sa che gli assalti tra compagne di squadra sono sempre difficili per molteplici motivi. Se si pensa poi che le rivali si chiamano Vezzali e Trillini… tutto diventa ancor più complicato. Margherita Granbassi ha però piena consapevolezza dei propri mezzi. Lo ha riconfermato nell’incontro con la Trillini valido per l’assegnazione della Medaglia di Bronzo. Vittoria mai in discussione e più netta rispetto al punteggio: 15-12. Bravissima! Per i suoi tifosi che la seguono sempre con entusiasmo è un’altra giornata impossibile da dimenticare. Solo nella semifinale con la Vezzali non ha potuto evitare la sconfitta: 3-12. Punteggio netto, ma obiettivamente chi poteva fermare la corsa di Valentina Vezzali? L’Olimpiade ha detto che il fioretto azzurro continua ad essere padrone della pedana grazie a tre atlete che da anni tirano ai massimi livelli agonistici con risultati di notevole valore. Infine l’Olimpiade ha detto che la Trillini è rimasta senza medaglia a causa del regolamento che prevede la finale per il Bronzo. In questa giornata storica – in Europa è notte – chiudo lasciandovi alla cronaca. LA CRONACA - Tre azzurre entrano nella semifinale olimpica del fioretto femminile individuale. Le ragazze – lo affermo ancor prima che inizino le tappe decisive della corsa all’oro con la semifinale azzurra Vezzali-Granbassi che evoca ricordi mondiali – hanno confermato gli auspici dei tifosi. Con loro va in semifinale la coreana Nam che affronta la Trillini. La Mohamed che era sul podio con Margherita, Giovanna e Valentina negli ultimi due mondiali, si è persa negli ottavi. Mancano due ore agli imperdibili assalti e non resta che constatare che almeno due azzurre andranno sul podio, per la terza la medaglia non è certa. Il primo dei giorni tanto attesi è finalmente arrivato. Mentre mi appresto a seguire la prova olimpica individuale delle fiorettiste azzurre – in particolare quella di Margherita Granbassi - non posso fare a meno di pensare alla meravigliosa cerimonia d’apertura dei Giochi di tre giorni or sono. “Jesi, Frascati e Trieste vi conceranno per le feste". é la scritta – non passa di certo inosservata – che campeggia sul tricolore portato dalle fiorettiste azzurre nel corso della sfilata d'apertura delle Olimpiadi nel National Stadium di Pechino. Il messaggio rivela la determinazione unita all’implacabile fame di vittoria o almeno di raggiungere un posto sul podio con cui le jesine Vezzali e Trillini, la frascatana Salvatori, la triestina Granbassi hanno vissuto la vigilia di questo appuntamento tanto importante. Arriveranno gli auspicati e meritati frutti della loro scrupolosa preparazione? La lingua dominante del podio della sciabola femminile era l’inglese con la storica tripletta delle statunitensi (oro alla Zabunis). Ieri nella prova di spada maschile il podio parlava pure italiano con l’oro di Tagliariol. E oggi? Non c’è stato neppure il tempo di abbozzare una risposta a questi e altri interrogativi: mi son trovato subito dentro la competizione. Possono tirare tre fiorettiste. Magro ha scelto Vezzali, Trillini, Granbassi. Il loro cammino agonistico comincia nei sedicesimi di finale, poiché sono esentate dal primo turno. L’assalto iniziale nasconde sempre imprevedibili insidie: alle Olimpiadi ho visto rivali che subiscono una metamorfosi al punto da trasformarsi in fortezze imprendibili. Ma Granbassi e compagne superano senza problemi i sedicesimi, fatali alla polacca Gruchala. I numeri: Granbassi-Andad-Gaur (Olanda) 11-6; Trillini - Company (Cuba) 15-7 e Vezzali – Mrozckievitz (Pol) 15-3. Il tabellone propone un percorso difficile a Margherita Granbassi sia negli ottavi sia nei quarti di finale. Avversarie temibili quali le russe Nikikina e Logumnova vengono però sconfitte dalla Granvassi che estromette negli ottavi la Nikikina scavando il netto divario nell’ultima frazione dell’assalto: 15-5. Successo sulla Lamonova 12-7 (3-0, 6-2, 12-7 i parziali al termine delle tre frazioni) nei quarti e di conseguenza accesso alle semifinali. Come al Mondiale 2006 e 2007 Margherita ritrova Vezzali e Trillini. Invece dell’ungherese Mohamed, persasi negli ottavi, ecco la coreana Nam. Per l’oro tirano le quattro migliori fiorettiste al mondo e purtroppo la Trillini non prenderà la medaglia. Più agevole il cammino di Trillini e Vezzali verso le semifinali. Ottavi: Trillini - Shanaeva 15–3; Vezzali - Zhang Lei (Cina) 10-7. Quarti: Trillini - Weachter (GER) 15-8; Vezzali – Knapek (Ungheria) 15-3.
Ø Doping: l’opinione della dottoressa Diana Bianchedi “Lo sport si può fare con le proprie forze”
Pechino, 5 agosto 2008
Apro i servizi sulle prove dei Giochi olimpici. La stretta attualità m’induce a farlo già nell’imminenza delle competizioni contravvenendo – lo ammetto – a quelli che sono i principi della rubrica, destinata da sempre ad ospitare le cronache degli eventi agonistici veri e propri di cui si rendono protagoniste le fiorettiste azzurre. Ricordo che anche le rubriche dedicate alle NEWS e ai DIARI OLIMPICI offrono notizie e ricordi sui Giochi e i diari personali di Diana Bianchedi e Margherita Granbassi. Eccoci dunque a parlare di doping nelle competizioni agonistiche. Per offrire una visione oggettiva reale in merito all’argomento delicato e complesso di stretta attualità, il sito si è rivolto alla dottoressa Diana Bianchedi. Diana Bianchedi, campionessa di fioretto - più di venti anni in pedana, due titoli olimpici, cinque mondiali, due europei, una Coppa del Mondo, anima e leader del Dream Team e non solo – è per la sua splendida carriera agonistica – conclusa nel 2002 – e le sue competenze professionali la persona più adatta ad esprimere un’autorevole opinione sull’argomento. Laureata in Medicina, la dottoressa Bianchedi è specializzata in Medicina dello Sport ed ha pure ricoperto la carica di vicepresidente del CONI. Dal 2005 dirige a Roma il centro ISOKINETIC. Afferma la dottoressa Bianchedi, che ha sempre combattuto il doping: “Certo parlare di doping sembra quasi troppo facile, ma per noi atleti è una ferita profonda. Il primo ad uscire sconfitto è chi il doping lo pratica, forse al momento non se ne rende neppure conto, ma a fine carriera quello che lo sport ti lascia dentro è la gratificazione di aver fatto grandi cose, di aver lottato e poi aver raggiunto un risultato. Se lo fai barando, questo meraviglioso senso di forza interiore, svanisce. Ma ogni volta che emerge un nuovo caso, tutti noi che abbiamo fatto sport, o chi lo continua a fare, veniamo pugnalati dentro. Perchè la positività di uno, anche uno solo su mille, autorizza tutto il pubblico a pensare che allora tutti sono dopati, allora non c'è piu' lo sport pulito.E' come se un italiano commettesse un omicidio e il mondo pensasse che tutti gli italiani sono assassini. Questo meccanismo forse può essere naturale, ma non è giusto. la colpa di uno non può neanche lontanamente infangare la serietà di molti. Ma ormai il meccanismo si è innescato. Chiedo a tutti di credere che lo sport si può fare con le proprie forze. Perchè è l'unico modo di farlo veramente”. Alla dottoressa Bianchedi rinnoviamo un particolare grazie per l’attenzione che ancora una volta ci ha dedicato. Condividiamo i suoi pensieri. Le sue parole confermano, a nostro parere, che l’analisi del problema solo dal punto di vista del tifoso truffato non consentirebbe di far piena luce su aspetti importanti, a cominciare dagli stati d’animo degli atleti che non fanno ricorso a sostanze proibite pur di primeggiare.
|